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Case Tipiche Eoliane Isole Eolie Case Vacanza Stile Eoliano

LA COSTRUZIONE
Tutte le case tipiche eoliane hanno uno stile particolare, sono state costruite in tempi antichi con i materiali esistenti all'epca, come la calce idrata, leggera e facile da trasportare con le navi e veniva usata con la sabbia per fare la malta, le pietre del posto, pali di castagno o di abete per i travi. 

I MURI ESTERNI
I muri esterni sono molto spessi e venivano costruiti a sacco; le case più antiche avevano uno strato di pietre e malta di calce e dentro lo spessore posto all'estero, a volte anche di 80 o 100 cm, terreno e pietre. 

I SOLAI DELLE CASE
I solai delle case tipiche eoliane, sono stati costruiti utilizzando una tecnica molto particolare: travi posti a 40 cm l'uno dall'altro, stuoie di canne sui travi, uno strato di pietre, malta di calce e sabbia battuta bene che diventava dura e compatta come cemento armato. Interno di una casa antica a Lipari nelle Isole Eolie 

LA CURIOSITA'
Una curiosità costruttiva è l'antisismicità che era stata ottenuta nelle costruzioni: fondazioni fatte con pietre "vive" (cioè particolarmenti pesanti e dure), mura a sacco con pietre vive, terreno e malta e solai con strato di pietre "morte" (cioè leggere e friabili). In questo modo la casa aveva una base pesante, mura robuste e solaio leggero e poteva "galleggiare" sul terreno in caso di scosse. Alcune delle case più antiche, anche su due livelli, avevano mura più spesse e fondazioni a volte profonde appena 30 cm. 

LO STILE DELLE CASE EOLIANE 
Il particolare stile eoliano era semplice e pratico: cubi perfettamente squadrati e facilmente costruibili; all'esterno i cubi venivano ingentiliti con i "rifasci", bordi a sbalzo di colori diversi posti sui lati della casa e delle porte, oppure con sculture, sempre in malta, poste sul tetto che rappresentavano dei capperi; le case potevano essere ampliate aggiungendo altri cubi a seconda delle necessità della famiglia semplicemente costruendo tre pareti ed appoggiando il nuovo solaio su un lato dell'esistente; le pareti spesse consentivano di trattenere il calore prodotto con il braciere d'inverno e rendevano le camere fresche in estate; all'interno della camera più importante c'era un piccolo soppalco (mezzanino) che veniva utilizzato per conservare i cibi; il bagno, piccolissimo, era fuori della casa per motivi d'igiene, conteneva solo un sedile di muratura ed un foro che andava dritto nel pozzo nero sottostante in modo che non fosse necessaria l'acqua per scaricare, ma si usava la calce viva per disinfettare; la cucina era generalmente piccola e costituita da una fornacella a due o tre fuochi ed aveva quasi sempre un forno per il pane. A volte due forni, uno grande il pane ed uno piccolo per i dolci.

LE TERRAZZE EOLIANE
Il tipico terrazzo eoliano con le cannucce di Casa Gialla a Canneto a Lipari, si può anche affittare.

LE CASE DEI NOBILI
Nelle case più ricche la cucina era grande e sul forno c'era un soppalco dove era possibile dormire d'inverno al calore generato dal forno; all'esterno della casa c'era il terrazzo con le panche (bisuoli) in muratura, colonne (pulera) che sostenevano un pergolato a vite, il lavatoio, la vasca per la tintura delle reti, la cisterna da cui attingere l'acqua piovana che veniva raccolta per caduta dai tetti. 

La bocca della cisterna era sempre di lato al lavatoio e questo, essendo posto all'esterno, consentiva il recupero dell'acqua utilizzata per lavare per innaffiare l'orto antistante il terrazzo. C'erano due tipi di magazzini: la pinnata ed il palmento. 

La pinnata era un magazzino dove riporre gli attrezzi ed era costituita da un solaio appoggiato ad una parete della casa o semplicemente ad un muro ed aperta su almeno un lato. 

IL PALEMENTO CASE EOLIANE
Il palmento era il posto dove si pestava e si raccoglieva il vino con un ingegnosissimo sistema di torchiatura con leve e massi che consentiva a pochissime persone di fare una mole di lavoro enorme. 

Sulle Isole Eolie esistono diverse soluzioni di affitto Case Vacanze, appartamenti vicino le spiagge tipiche eoliane, con soluzione per vacanze anche per i più sportivi in tutte le isole. Per dormire sull'arcipelago eoliano esistono anche altre soluzioni in Bed and Breakfast, Hotel e Affittacamere.

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Museo Archeologico Eoliano Isola Lipari Luigi Bernabò Brea

Il Museo Archeologico Eoliano denominato "Luigi Bernabò Brea" ubicato sull'Isola di Lipari, nell'arcipelago delle Isole Eolie, è stato realizzato nel 1950 circa, 
quando il campo di confino politico che aveva avuto sede sul Castello in età fascista venne disciolto e fu possibile dare avvio agli scavi ed alle ricerche archeologiche, condotti da Luigi Bernabò Brea, allora Soprintendente della Sicilia Orientale, e Madeleine Cavalier.
  
Attraverso l’intensa e continua attività scientifica svolta negli anni dai due studiosi il Museo Archeologico da loro fondato, ricadente fino al 1987 nell'ambito della Soprintendenza di Siracusa, successivamente di quella di Messina, si è andato costituendo e progressivamente sviluppando, trovando la sua sede adeguata nei locali lasciati liberi dal campo di concentramento, al centro della più importante zona archeologica delle isole Eolie. La struttura ha dovuto adattarsi agli edifici già esistenti e si è resa pertanto necessaria la suddivisione in più padiglioni, mentre in altri locali sono stati sistemati i laboratori, i depositi ed i servizi. Da un primo piccolo nucleo costituito già negli anni 50 per accogliere i risultati delle ricerche iniziali, il Museo ha visto fino ai giorni nostri un grande ampliamento in seguito al rapido incremento delle sue collezioni ed al continuo afflusso di sempre nuovi ed importanti reperti frutto sia degli scavi sistematici condotti a Lipari e nelle isole minori, sia di scoperte occasionali. 

II Museo di Lipari è attualmente suddiviso in cinque sezioni che illustrano la millenaria storia dell'arcipelago. Alcune di esse si trovano all'interno di edifici di antica costruzione, come il seicentesco palazzo vescovile, adiacente alla Cattedrale di S. Bartolomeo, che ospita il Padiglione di Archeologia Preistorica, e le vicine case Acunto, sede della Sezione di Preistoria delle isole minori, del Padiglione di Vulcanologia, della biblioteca e dei laboratori. La Sezione di Archeologia Classica, a Nord della Cattedrale, si trova invece all'interno di uno dei palazzi di età fascista costruiti intorno al 1920; allo stesso periodo appartiene il piccolo edificio destinato alla Sezione Epigrafica, all'interno del parco, alle spalle della Sezione Preistorica.

Gli ampliamenti più significativi sono stati realizzati negli anni 80 e 90 nel Padiglione di Archeologia Classica dove sono state allestite nuove sale dedicate all'Archeologia sottomarina, alla collezione delle maschere e statuette teatrali, alla Lipari di età romana.

La visita al Museo Archeologico di Lipari rappresenta una tappa fondamentale ed emozionante per chi vuole conoscere l' origine degli insediamenti e la storia delle isole Eolie.

II percorso à agevolato e ben guidato dalla presenza in ogni sala di apposite didascalie, in italiano ed in inglese: didascalie rosse con le informazioni principali, didascalie nere per una visita più approfondita.

Attualmente è articolato in cinque padiglioni, allestiti all'interno degli edifici medievali e moderni preesistenti sul Castello:

la Sezione Preistorica espone i reperti provenienti dagli scavi degli insediamenti preistorici del Castello di Lipari e di altre località dell'isola, dalla cultura più antica di Castellaro Vecchio (intorno al 4000 a.C.) fino alla distruzione del villaggio della cultura dell'Ausonio Il (fine X- inizi IX secolo a.C.) (sale I-IX). L'ultima sala (sala X) è dedicata alla fondazione della Lipàra greca nel VI secolo a.C. e raccoglie i reperti provenienti dall'acropoli sul Castello, in particolare gli oggetti rinvenuti all'interno del bothros di Eolo, e dall'abitato che si estendeva alle pendici della rocca e nella contrada Diana.

il Padiglione Epigrafo, al quale si accede dalla sala X della Sezione Preistorica, conserva oltre trecento cippi o stelai funerarie, che recavano scritto il nome del defunto o dediche di vario genere, provenienti dallo scavo della necropoli greca e romana di contrada Diana.

la sezione delle Isole Minori è dedicata agli insediamenti preistorici delle isole minori dell'arcipelago delle Eolie(sale XI-XV).

la Sezione di Archeologia Classica è articolata su tre piani. A destra dell'ingresso, nella sala XIX, è la ricostruzione della necropoli dell'Ausonio II (inizi del XII secolo a.C.) ritrovata a Lipari nell'ex piazza Monfalcone. Nella sala XX sono esposti i tipi più caratteristici di sarcofagi in terracotta e in pietra lavica, di grandi vasi utilizzati come contenitori del corredo funerario o, più di rado, delle ceneri del defunto, e delle stelai tombali provenienti dalla necropoli che si estendeva in età greca nella vasta area pianeggiante della contrada Diana, tra il Vallone Ponte (a Sud) ed il Vallone S. Lucia (a Nord), al di fuori del centro abitato. Gli scavi archeologici nella necropoli hanno portato alla luce, fino ad oggi, quasi 3000 tombe, dotate nella maggior parte di ricchi corredi funerari (vasi di forme diverse, oggetti personali, statuette, maschere, gioielli) posti prevalentemente all'esterno della sepoltura, nell'angolo Sud-Ovest, all'interno di grandi vasi. I corredi funerari sono esposti ai piani superiori: dalla sala XXI alla sala XXV i corredi di età greca (dalla colonizzazione nel 580 a.C. fino alla conquista dei Romani nel 252/51 a.C.), nella sala XXVI i corredi di età romana. In quest'ultima sala sono raccolte inoltre le ceramiche di età medievale e rinascimentale.

Tornando al piano terreno, la sala XXVII ospita i reperti rinvenuti sui fondali delle isole Eolie; si tratta di anfore per il trasporto di alimenti (olio, vino, grano), di vasi, di ancore, trasportati dalle navi che, in transito nei mari eoliani, sono affondate sulle secche o contro gli scogli a causa di improvvise tempeste.

I fondali marini delle isole Eolie costituiscono un vero e proprio cimitero sommerso di navi. Il materiale archeologico fino ad ora recuperato, frutto sia degli scavi condotti a partire dagli anni '60, sia di recuperi occasionali, proviene da circa venti relitti di navi.

Queste, sorprese durante la navigazione da venti improvvisi, soprattutto di Scirocco e di Grecale, avranno fatto naufragio contro le scogliere o sulle secche in punti delle isole particolarmente pericolosi, come la secca di Capistello e quella del Bagno a Lipari, la secca di Capo Graziano a Filicudi, gli scogli appena affioranti delle Formiche a Panarea. Altri reperti provengono, inoltre, dalle aree di discariche portuali, ovvero da punti di approdo, in gran parte non più visibili, come la baia di Pignataro di Fuori a Lipari di fronte al Monte Rosa, dove le navi in sosta usavano scaricare anfore o vasi fratturati. Gli agenti atmosferici e l’azione erosiva del mare hanno, infatti, nel corso degli anni, modificato la conformazione delle coste delle isole e probabilmente ridotto o occultato punti di approdo più agevoli, soprattutto lungo la costa occidentale dell' isola di Lipari, oggi caratterizzata da scogliere impraticabili.

AI piano terreno, nelle sale XVI-XVIII, a sinistra dell'ingresso, sono state ricostruite tombe dell'età del Bronzo e dell'età del Ferro scavate nella vicina Milazzo negli anni '50 e '60, insieme a reperti provenienti da una necropoli di età greca.


La Sezione di Vulcanologia introduce alla conoscenza delle caratteristiche geologiche delle isole Eolie, di origine vulcanica, attraverso la visione di plastici, carte e fotografie e l'esposizione di campioni delle rocce vulcaniche locali.


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Archeologia Isole Eolie Turismo Vacanze Vacanza


Isole Eolie: Un po’ di cultura fa sempre bene, anche in vacanza. Le Isole Eolie, così come tutta la Sicilia, sono ricche di storia e su molte sono stati trovati resti archeologici più o meno ben conservati. 

#1. Se per la tua vacanza vuoi scegliere una tra le isole dell'arcipelago eoliano, allora possiamo darti qualche idea. In Sicilia, nell’antichità, si sono avvicendate diverse civiltà. Sono rimaste parecchie vestigia di queste civiltà che ci riportano ad un passato glorioso ed affascinante. 

#2. Non facciamoci scoraggiare dal caldo e dal sole inclemente ed andiamo a visitare i vari siti archeologici presenti nelle isole dove stiamo trascorrendo le vacanze. 

#3. Isole Eolie ed archeologia sono a volte un tutt’uno, così la nostra esperienza di villeggiatura siciliana sarà più completa ed appagante. 

#4. Fermatevi a riflettere sulla storia, la bellezza e la prospettiva artistica e percepirete la presenza degli antichi architetti e cittadini che hanno costruito e vissuto questi luoghi. Se comprenderete appieno il valore universale di queste singolari strutture vi sentirete fortunati ad averle viste da vicino. Non perdete l’occasione. Visitate il patrimonio archeologico eoliano e andate alla scoperta di alcuni dei siti archeologici più importanti.

#5. Per non parlare della storia che ha dato un senso particolare a molti luoghi e creato tante leggende. Vediamo, suddivise per isola, le Isole Eolie con le vestigia del passato più interessanti e/o al centro di racconti e leggende famose.

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Flora e Fauna Isole Eolie Natura Animali

Di seguito informazioni e curiosità sulla Flora e Fauna, la vegetazione e gli animali presenti sulle Isole Eolie.

L'arcipelago eoliano nella stagione estiva e primaverile si arricchisce di colori e profumi.

Oggi sul territorio eoliano prevale la macchia mediterranea, con oleandri, mirti, eriche, ginestre e querce a foglia spinosa, invece molti anni fa, era ricoperto da fitti boschi.

Le coltivazioni di viti, ulivi, legumi e ortaggi hanno sostituito la vegetazione delle Isole Eolie, infatti l'uomo ha eseguito una eccessiva disboscazione del territorio, con diffusi tappezzamenti oggi abbandonati.

La vegetazione che troviamo sul territorio dell'arcipelago Eoliano sono presenti piante aromatiche come rosmarino, timo e lentisco. Il problema dell'acqua sulle Isole Eolie è molto risentito è si riperquote sulle poche aree dedicate agli agrumi, come gli alberi tipici eoliani, che possiamo torvare come quelli da frutta che sono: fico, susino, mandorlo, carrubo e ficodindia. Invece i prodotti piu' esportati e famosi sono i capperi (o cucunci) e la malvasia.

Tutte le Isole come Lipari ,Salina, Vulcano, Panarea, Stromboli, Alicudi, Filicudi, hanno fauna molto ricca e varia, come uccelli quali la berta minore e la berta maggiore, rapaci quali il falcone della regina e il falco cuculo, migratori quali aironi e cormorani, lucertole, coleotteri e nel mare molluschi, crostacei, sgombri, palamido, tonno e pesce spada. Inoltre possiamo trovare il coniglio selvatico.

FAUNA  - SPECIE ANIMALI
Sul territorio Eoliano troviamo molta fauna con specie endemiche. Il numero di specie endemiche è assai ridotto come le specie focali podarcis raffonei e le sue sottospecie di gliride ancora individuabili in alcuni tratti boschivi di Lipari. 

Tra gli invertebrati se ne riscontrano un numero nettamente più elevato, oltre che per il ciclo di speciazione più veloce anche per il numero più consistente; tra gli insetti vi si trovano allo stato endemico cinque specie di coleotteri, uno di lepidotteri, uno di omotteri, due di ragni disderidi, tre di collemboli e cinque di molluschi polmonati. 

Desta tra gli insetti notevole interesse la Sfinge, una farfalla estremamente diffusa con ali marroncino cenere ed un corpo robusto striato rosso e nero che raggiunge le dimensioni di 10 cm. 

Di norma le faune insulari sono più povere di specie a causa dell’ecosistema circoscritto dal mare; ciò comporta un’importanza ancora più di rilievo per la biogeografia e l’ecologia che rende questi ambienti unici. 

Popolazione di specie diffuse in tutte il territorio Mediterraneo come Tarentola mauritanica, Rattus Rattus, Coluber viridiflavus, Bufo viridis, Mus domesticu, Podarcis sicula e Hemidactylus turcicus, hanno un interesse notevole a causa della barriera naturale che si traduce in una barriera genetica, rendendo così le specie uniche. Un esempio pratico è quello che avviene studiando alcuni mammiferi eoliani come il ratto e il ghiro dai quali si evince come siano di dimensioni maggiori rispetto alle medesime specie siciliane. 

Un aspetto molto interessante per gli appassionati di birdwatching è il transito nei periodi primaverili e autunnali di uccelli migratori come oche selvatiche, quaglie, cigeri, cormorani, fenicotteri, pellicani, anatidi, aironi rossi e gru. 

Tra gli uccelli stanziali particolare interesse destano: la Berta Maggiore e Minore, il Falco Mediterraneo, il Falcone della Regina, il Lodolaio, la Poiana, il Falco Cuculo, il Gabbiano Reale, il Passero Maltese, il Cardemillino, il Corvo Imperiale. L’unico anfibio presente è il Bufo viridis, specie in grado di tollerare prolungati periodi di siccità. 

Non è difficile imbattersi durante escursioni naturalistiche nell’entroterra nel Biacco , soprannominato “sierpi niura”, per il colore scuro degli individui adulti; un animale innocuo all’uomo ma utile per la sua dieta basata principalmente sui piccoli vertebrati, tra cui i topi. 

Di poca rilevanza sono gli allevamenti che non riescono a soddisfare il fabbisogno locale, tra quelli presenti assumo un certa importanza quelli degli ovini, caprini e bovini. Un altra specie molto diffusa su tutto il territorio eoliano è il coniglio selvatico, che negli ultimi decenni ha registrato un grosso calo di presenze a causa della sconsiderata caccia avvenuta sopratutto intorno gli anni 80. 

Per fortuna nella maggior parte è stata instaurata una riserva naturale protetta che vieta totalmente le pratiche di caccia. 

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Geologia Vulcanologia Isole Eolie Itinerari Geologici Vulcanologici


Geologia e Vulcanologia 
Isole Eolie Arcipelago Eoliano
Attività Vulcanologica Sottomarina

Aria, Acqua, Terra e Fuoco sono questi i 4 Elementi su cui si basano le sette isole vulcaniche dell'arcipelago eoliano.

Le Isole Eolie emersero dal mare durante il Pleistocene, circa un milione di anni fa, e da allora le eruzioni le hanno piu' volte modificate nelle dimensioni e nell’ aspetto. 
L’Arcipelago Eoliano dal punto di vista tettonico deriva dall’ affossamento del Tirreno nel Pliocene: una successiva fase ha permesso a un magma profondo di risalire lungo fessure per dare origine al vulcanesimo eoliano . 

Questo sistema vulcanico poggia sul fondo del mare Tirreno, la cui profondità varia da 1000 a 3000 metri. Nel primo stadio di attività si formarono le isole di Panarea (la piu' antica), Filicudi e Alicudi e una parte degli apparati di Salina e Lipari; nel secondo stadio si completarono le isole di Lipari e Salina; 100 mila anni fa sorge Vulcano e 40 mila anni fa Stromboli. Le Isole Eolie sono isole sempre vive: nel 1955 vicino a Stromboli e' sorto un isolotto poi inabissatosi; a Lipari le colate di pomice e di ossidiana del Monte Pelato e della Forgia Vecchia risalgono al 729 d.C.; i vulcani di Vulcano e Stromboli sono ancora attivi; a Lipari, Panarea e Vulcano le acque e i fanghi termali di alto valore terapeutico ci ricordano che sottoterra non tutto e' sopito. 

Negli ultimi due milioni di anni si sono formati sulla terra oltre 10.000 vulcani, dei quali piu' di 500 hanno avuto eruzioni tramandate dalla storia. Il susseguirsi millenario di rituali magici, sacrifici, preghiere testimonia il terrore ma anche il profondo rispetto che l’ uomo ha sempre avuto nei confronti di tali forze della natura. 

Il vulcano e' strumento di distruzione e di morte, ma anche sorgente di energia e di vita. Le eruzioni sono state in genere considerate come infausto destino o manifestazioni d’ira delle divinita' . Ma l’ uomo dimentica facilmente e sono sufficiente pochi decenni di inattività perché un vulcano sia considerato spento. In realtà la vita media di un vulcano e' di migliaia di anni, e pause anche di centenni sono un periodo veramente effimero. 

La ricerca nel settore della vulcanologia si e' sviluppata negli ultimi 70/80 anni, soprattutto al fine di ridurre il rischio derivante dalle eruzioni. L ’isola di Vulcano costituisce oggi l’unico esempio nel mondo di un vulcano attivo tenuto sotto monitoraggio continuo. I vulcani in Italia hanno un’attivita' preminentemente esplosiva e si trovano in gran parte in prossimita' dei centri abitati, fattore che rende il rischio piu' elevato. 

L’arcipelago delle Isole Eolie rappresenta un’area ricca e sorprendente per l’attivita' vulcanica anche al di sotto della superficie del mare. Le indagini si sono sviluppate principalmente nelle acque di quelle isole in cui si riscontra l’esistenza di attivita' esalative di vario tipo. Fumarole particolarmente intense a Vulcano con temperature al suolo di 500° C; deboli esalazioni a Lipari e Panarea (molto suggestive le emissioni gassose di fronte a quest’isola, alcune delle quali hanno una portata di 200 mila litri al giorno di gas). 

Le Isole Eolie emergono dal mare con altezze che variano da poche centinaia di metri (Panarea) a circa mille metri (Stromboli e Salina) e poggiano su fondali tra i 1500/2000 metri. Gli studiosi hanno trovato tracce di attivita' vulcanica sui fianchi sommersi anche delle isole dove non esistono tracce di emissioni in terraferma (Filicudi, Alicudi, Salina). 

Le informazioni prelevate dai fluidi prelevate nelle Isole Eolie lasciano intravedere l’esistenza di sistemi di alimentazione termica ancora attivi e con temperature piuttosto elevate. 

Per le isole di Salina Filicudi e Alicudi sembra piu' probabile la presenza di residui di magma in via di raffreddamento. Le ricerche intorno a queste esalazioni sono ancora in corso e stanno conducendo gli studiosi alla scoperta di un mondo nascosto che ha ancora moltissimi segreti da svelare.

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Storia Isole Eolie Nascita Isole Eolie


L'Arcipelago Eoliano è situato d'avanti alla costa Messinese, in un mare con acque azzurre e cristalline, tutte le sette isole sono di origine prettamente vulcanica, con luoghi ancora primitivi.

Le antiche leggende narrano che il dio del vento, Eolo, ebbe la sua dimora in una delle sette isole, Lipari, dove, forse si rifuggio anche Ulisse e il mostruoso Polifemo ed i suoi compagni,

La storia dice che circa 700.000 anni fa, le Isole Eolie fossero emerse dalle acque, in quanto vulcano sottomarini, con questo ordine: Panarea, Filicudi, Alicudi, Salina, Lipari, Vulcano e Stromboli.

Le ultime colate di pomice ed ossidiana sono avvenute circa 1500 anni fa, sul monte Pelato a Lipari, invece l'utimo ad emergere fù Vulcanello (piccola penisoletta vicino Vulcano) avvenuta nel 183 a.c.

Nel corso nei tempi si svilupparono eruzioni vulcaniche, producendo diversi fenomeni, come quello della formazione di una pietra leggera e galleggiante sull'acqua, chiamata pietra pomice. Invece all'attività vulcanica ha formato, dopo il suo raffreddamento, un velo nero molto tagliente, fino al punto, che le popolazioni realizzavano attrezzi affilati, anche per la caccia di selvaggina.

Questo velo molto tagliente (ossidiana), con la sua esportazione in tutte le coste del mediterraneo, ha prodotto molta ricchezza economia all'isola di Lipari, pero' verso 2500 a.c. il mercato dell'ossidiana ha perso molto valore con l'inizio della commercializzazione dei metalli, pero grazie alla sua posizione, Lipari, non ha avvertito questa notevole perdita di mercato. 

L'arcipelago Eoliano ha subito continue invasione del popolo Etrusco, nei secoli VII e VI a.c., ma la colonizzazione del popolo greco ha creato una vera svolta delle Isole Eolie.

Nel 580 a.c. alcuni profughi e avventurieri provenienti dalla colonia spartana in asia minore di Cnido, guidati da Gorgo, Testore ed Epitersite sbarcarono a Lipari ed insieme alle popolazioni locali riuscirono efficacemente ad opporsi alle incursioni etrusche. Nel 264 a.c. allo scoppio della prima guerra punica Lipari è alleata con i Cartaginesi e deve quindi subire i ripetuti attacchi della flotta romana. Nel 252 a.c. il console romano Caio Aurelio riesce a sottomettere le isole a Roma. Caduto l'Impero Romano le isole attraversano un periodo di desolazione.La dominazione bizantina accentuò tale decadenza. 

L'invasione del popolo arabo nel 1000 a.c. circa, ha portato un altro brutto colpo al popolo eoliano. Per fortuna, invece i Normanni, sbarcando sulle coste delle isole eolie, diedero una forte spinta a questo arcipelago. 

Nel 1131 viene ricostituita la sede vescovile a Lipari. Fino al 1340 passando attraverso gli svevi, gli angioini e gli aragonesi, le isole Eolie godettero di una notevole prosperità grazie ai privilegi che i vari governi andavano dispensando. Nel 1544 una flotta turca, dopo undici giorni di assedio, distrugge Lipari portandosi in schiavitù circa 8.000 abitanti. Soltanto nel 1691 gli abitanti tornarono ad essere circa 10.000 dopo una lenta ricostruzione. Agli inizi del XIX secolo Lipari divenne lo scalo obbligato di parecchie linee marittime. 

L'insieme di fattori sopra indicati porto' un grande sviluppo della ricchezza sull'arcipelago eoliano.
Però l'arrivo, della nota malattia dei vigneti, chiamata "fillossera", ha recato molti danni all'economia con un enorme immigrazione dei residenti eoliani.

L'Economia delle Isole Eolie, è basata principalmente dal turismo, ma anche la pesca e l'agricoltura, fanno hanno la loro importanza. Negli anni passati, la pietra pomice ha avunto anche la sua valenza economico-turistica, ma da tempo si è arrestata. Anche l'enogastronomia eoliana è famosa con i capperri (cucunci), con il vino chiamato "malvasia" conosciuto per la sua qualità.

La vera crescita economica, senza precendenti, è avvenuta con la crescita esponeziale delle presenze turistiche avvenuta negli ultimi decenni. Ma gli eoliani devono fare molta attenzione a mantenere questa richiesta turistica.

L'importanza del patrimonio culturale dell'arcipelago eoliano è confermato dall'Unesco che, nel 2000 lo ha dichiarato "Patrimonio Culturale dell'Umanita'", per questo, tutti i turisti e i gli isolani residenti, hanno l'obbligo di rispetto e conservazione di questi luoghi.

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